Leader o guida?

Nel mondo dei cavalli spesso si sente usare il termine di "leader" o "capo branco" per indicare lo stallone del branco o il maschio dominante... ma ha senso?

leader guida

Per quello che ho studiato e potuto osservare direttamente non proprio.

Fra i cavalli uno dei ruoli che il maschio più forte assume è sicuramente quello di difesa del branco, ciò avviene nel momento in cui lui si dimostra appunto più forte in combattimenti (per lo più rituali) con altri maschi sfidanti, in questo modo agli occhi di questi stessi maschi e del branco intero si accredita come quello più capace di tenere testa a una minaccia (che può essere anche il comportamento di un elemento del branco: mi è successo di osservare come il maschio che aveva assunto quel ruolo qui abbia allontanato e tenuto a distanza per qualche giorno una femmina che aveva inutilmente aggredito un altro membro del gruppo, questo suo comportamento in natura sarebbe stato inutile e probabilmente pericoloso per tutti creando un momento di confusione gratuita quando non è il caso per animali predati di abbassare i livelli di attenzione). Quindi nel momento in cui la minaccia si verifica coraggiosamente la affronta, ed è quello che anche gli altri membri del branco si aspettano da lui.

Nel momento del pericolo è anche quello che tiene unito il branco nella fuga, di solito stando dietro e attuando l'herding (la serie di comportamenti utili a tenere uniti e spingere in una direzione gli elementi di un branco) attraverso lo snaking (un atteggiamento comunicativo inequivocabile) per essere categorico nella fermezza della comunicazione: in quel momento si deve fare così senza discutere perché ne va della sicurezza di tutti.

Questo però non vuol dire che durante tutto il resto del tempo gli altri debbano fare come fa comodo a lui, cioè che sia il leader o capo indiscusso in tutte le altre situazioni, perchè non può essere omni competente e la natura che guida i comportamenti di questi meravigliosi animali ha fatto sì che ognuno potesse "specializzarsi" secondo sua indole ed esperienza di vita ed essere utile a suo modo all'intero branco.

Ad esempio nel momento del pericolo e della fuga davanti al branco di solito c’è la femmina accreditata, di solito “anziana”, che sceglie dove fuggire basandosi sulla sua conoscenza del territorio. Di solito appunto una delle femmine più anziane è quella che guida il branco negli spostamenti anche nel momento in cui c'è da recarsi in un pascolo più ricco o presso una fonte d'acqua per il semplice motivo che durante la sua lunga vita ha potuto frequentare diversi posti e si ricorda dove essi siano, nel momento in cui dopo una transumanza si arriva al luogo desiderato l'accreditamento da parte del branco nei suoi confronti si conferma e il suo ruolo si solidifica. Nel momento in cui comincerà a "perdere colpi" ci sarà un'altra femmina (di solito perchè semplicemente vivono più a lungo e basta guardare il comportamento dei giovani maschi per capirne il motivo!) che prenderà il suo posto e lei semplicemente si farà da parte, le sue competenze scivoleranno in altri ruoli più calzanti.

In un momento di tranquillità, quando tutti sono con la testa bassa sull'erbetta a mangiare o ancor di più distesi a dormire c'è sempre qualcuno che mantiene l'attenzione sull'ambiente intorno per dare se necessario segnali di allerta o vero e proprio allarme in caso di pericolo.

In tutti questi momenti, che ci sia da difendere, da andare alla ricerca di acqua e cibo, da dare l'allarme, da esplorare ecc. il soggetto accreditato e referente per quel ruolo sarà la "guida" di tutto il branco e vi sarà una cooperazione naturale e dinamica per sostenerlo.

competenze

(In foto cavallo e umana si confrontano su chi abbia le competenze più sviluppate per guidare il mezzo) 

Ma allora sono tutti leader/capo branco? Difendere fisicamente è più importante di mangiare e bere o di accorgersi di un pericolo per la sopravvivenza? Non credo proprio.

Esiste sempre una "guida in funzione di una situazione" e mai un leader/capo unico.

Ma allora perchè ci ostiniamo con sta storia del capo branco?!?!

 

 

Nella stesura del primo contratto di scuderizzazione che stipulavo con i proprietari una delle diciture legali che ho dovuto inserire è stata che avrei custodito i loro cavalli come "un buon padre di famiglia" (lo si trova spesso anche nei contratti di affitto) ... ma io sono una donna, che senso ha, perchè non esiste l’opzione “da buona madre di famiglia” (che avevo aggiunto anche se non aveva nessuna valenza legale per poi toglierli entrambi)? Da cosa deriva?

 

Maschilismo e patriarcato

Purtroppo nella nostra cultura il leader/capo/capo branco è sempre il più forte, dunque di solito il maschio, per una mera questione di muscoli.

Questa è una forzatura che annulla completamente l’importanza degli altri nella cooperazione per la sopravvivenza e dietro alla quale si sono giustificate e si giustificano le peggiori nefandezze umane (a cominciare con la violenza domestica nel micro per espandersi fino alle logiche della guerra nel macro), insomma anche nel mondo umano il capofamiglia tendenzialmente si identifica ancora con l’uomo (maschio più forte fine) ed è una cosa agghiacciante, agghiacciante è che riportiamo con convinzione questa logica anche nel mondo naturale che invece ci mostra un equilibrio ben diverso e così facendo riportiamo logiche di sopraffazione con i necessari comportamenti aggressivi (che di nuovo in natura si verificano solo in particolari contesti per determinate esigenze) per assumere noi questo fantomatico ruolo di leader/capo ma delineandoci invece agli occhi dei cavalli come delle squilibrate e imprevedibili scimmie aggressive.

In Natura infatti ognuno ha i suoi talenti e le sue competenze che sono vitali per la sopravvivenza di un branco e la gerarchia seppur presente è dinamica e rispettosa nei confronti dei talenti di ognuno: non è “capo e gregari” ma “gregari che cooperano in funzione della sopravvivenza”: ognuno in funzione del momento prende il ruolo che gli compete e per cui è stato accreditato dagli altri e questi ruoli non sono mai cristallizzati ma sono indossati in modo fluido da colui che in quel momento è più su misura per essi.

Anche il capo di un’azienda con le sue doti amministrative è nessuno di fronte alle competenze contabili di un ragioniere, entrambi i ruoli sono vitali nell’azienda che non esisterebbe se ci fosse solo uno di loro.

Quindi basta con sta storia del leader, usiamo un linguaggio appropriato perchè altrimenti richiamo di convircerci che qualcuno detenga legittimamente un potere di comando sulla vita degli altri.